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Poetry, of the little things, nowhere” (trad.it. poesia delle piccole cose in nessun luogo) è una piccola installazione interattiva.

La poesia , l'arte può manifestarsi in qualsiasi forma. Può essere sfuggente,quasi impalpabile, eterea e pesante come una poesia in pochi versi. Dovremmo chiudere gli occhi dell'abitudine e aprire quelli dello sguardo laterale , incompleto, ma forse più veritiero. Una scultura che cosa può essere? Nasce sempre come un “nuvola”, nella mente dell'artista. Una virtualità di promesse, che può prendere numerose vie. Ha una fugace apparizione in questo mondo, ma dal momento che appare può cambiarlo radicalmente. Anche se flebile e delicato, è destinato a sconvolgerlo. Pensate alla scultura come ad una piccola lucciola che rischiara poco a poco le vostre paure, dona per un brevissimo tempo ( rispetto all'infinito dell'Universo!) un lampo di genio. Vorrei pensare alla scultura come a qualcosa sia materiale che immateriale, che può vivere solo con il contributo del fruitore-spettatore attivo. Attento a manipolare l'oggetto, ma anche con una sensibilità tesa a cogliere la delicata poesia di questo atto. L'arte non può esistere senza l'artista e nemmeno senza uno spettatore. “Poetry, of the little things, nowhere” si inserisce in questo spazio, zona di confine, limite probabilmente tra arte e non arte. É un gioco pericoloso , un scherzo da clown si potrebbe dire tra il serio ed il faceto. Ma è il rischio che corrono tutti gli artisti , gli esploratori ed i ricercatori. Non vi offendete per così poco!

È l'evoluzione del percorso iniziato presso la residenza d'artista allo Studio Orta conclusasi con la mostra reve d'artistes in cui ho presentato alcune piccole opere interattive. La sostanziale differenza è che in quest'opera volevo che la tecnologia fosse più discreta meno invasiva. Per questo motivo ho optato per un micro-dispositivo hardware.

 

 

Descrizione tecnica: una parte mobile può essere afferrata dal fruitore-spettatore e venir posta davanti alla altra parte dell'installazione, vicino alla webcam. Le immagini catturate vengono elaborate da un piccolo computer grande quanto una carta di credito. Grazie ad un software di Realtà Aumentata, la dove c'è un determinato disegno geometrico bianco e nero(detto Marker), viene sovrapposto sul piccolo schermo una forma tridimensionale virtuale prolungamento della scultura fisica e materiale. Per sviluppare questo software ho usato un progetto open source: OpenFrameworks openframworks.cc su una scheda raspberrypi https://www.raspberrypi.org

quest'opera parecipa al Celeste Prize 2013. http://www.premioceleste.it/opera/ido:214568/

Trieste, 2013

Materiali vari, legno, colore acrilico, stampa su carta, raspberrypi(micro-computer), webcam, display lcd 2,5".

 

 

 

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