×

Attenzione

EU e-Privacy Directive

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View Privacy Policy

View e-Privacy Directive Documents

View GDPR Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

scultura

  • Titolo: Alchimia

    Dimensioni: 70x43x25 cm circa

    Tecnica: legno di larice, tintura, cera.

    Anno: 2011, 

     

  • Serie di tre sculture che ho presentato alla mostra Carnet de reves presso lo Studio Orta . Si tratta di piccole sculture interattive: costruite in legno , su di esse ho dipinto un marcatore (in inglese marker , nel gergo tecnico della "realtà aumentata" ) tramite una normale webcam che acquisice le immagini della stessa ed un software sviluppato con OpenFrameworks, viene sostituito sul monitor al posto del marker una scultura virtuale 3d come prolungamento della scultura.

    mostra Carnet de reves

  • Series of three sculptures that I presented at the Studio Orta's "Carnet de reves" exhibition. These are small interactive sculptures: built of wood, I painted on them a marker (a special pattern for "augmented reality") through a normal webcam that acquires the images,  a software developed with OpenFrameworks, replace on the pc monitor, in place of the marker, a virtual 3D sculpture as an extension of the sculpture.

    see also: Carnet de reves

  • Architettura aumentata: utopia della contemporaneità è un opera che ho realizzato durante il mio soggiorno tirocinio allo Studio Orta http://www.studio-orta.com/ in Francia nella primavera del 2011. In diversi miei lavori precedenti mi sono interessato del rapporto e delle interconnessioni che si possono stabilire tra diversi ambiti artistici, specialmente i rapporti che si possono stabilire tra architettura , scultura e arte interattiva. L'idea che sta dietro Architettura aumentata: utopia della contemporaneità è di realizzare una casa d'artista. Una casa per un'artista come una scultura, che in alcuni sue parti si estende virtualmente con altre forme geometriche che riprendono le forme ed i colori grazie ad un software particolare da me sviluppato. Questa simulazione potete vederla nella immagine che vi ho allegato. Tramite le immagini catturate con una semplice webcam ( questo il motivo della bassa risoluzione) il software riconosce dei speciali pattern neri ( da me dipinte sulle parti mobili e sulla facciata) e le sostituisce con delle forme 3d da me scelte. Se i muovono queste pari mobili con i pattern si muove anche la forma 3d virtuale. In seguito ho realizzato delle piccole opere che usano lo stesso meccanismo.

    Certamente l'opera delle avanguardie neoplastiche e astratte mi hanno portato in una certa direzione in quest'opera congiuntamente al lavoro sull'architettura che sta facendo attualmente Jorge Orta . L'equilibrio tra verticale-spirtuale e orrizzontale-materiale come una metafora per la vita dell'artista . Una finestra aperta sul cielo : così l'artista quando dorme potrà essere sempre essere in diretto contatto con esso. Idea utopica di progettare e realizzare un opera che si estende virtualmente oltre i propri limiti concreti, rendendo possibile l'utopia. Un sogno che non muore mai anche se veicolato dalle più innovative tecnologie della realtà aumentata (augmented reality, AR).

     

     

    Titolo: Architettura aumentata: utopia della contemporaneità

    Materiali impiegati: Legno, colori acrilici, webcam, computer.

    Dimensioni: 85 x 85 x 110 cm circa

    Data: aprile-maggio 2011

    Anno: 2011

  • Titolo: crescita frattale

    Tecnica: bronzo

     

     

  • Titolo: Dodici stati di un ricordo nel tempo e nello spazio

    Dimensioni: 31 x 40 x 37 cm

    Anno: 2016

    Tecnica: Resina poliestere, epoxy, fibra di vetro, stucco poliestere, acrilico, colori acrilici e ad olio.

    opera presentata al premio nocivelli

     

     

     

  •  Ecotopia of art (Ecotopia dell’arte) è una scultura interattiva cinetica che utilizza le più sofisticate tecnologie informatiche della “realtà aumentata”. Nell’opera scultorea sono presenti due elementi che entrano in reciproco dialogo: Una parte astratta, geometrica ed un'altra parte irregolare, naturale ed organica. Da una parte il prender forma è spinto verso l’analisi, la costruzione razionale, dall’altra l’evoluzione della forma avviene mediante il caso fortuito, la deviazione della norma, il capriccio. Razionale e Irrazionale che si contrappongono, ma forse sempre e comunque due modelli, due costruzioni della mente. L’opera risulta con una caratteristica nota non finita. Come certe architetture mai concluse – in fieri - che potrebbero assumere la grandezza di un opera magnifica ma che esprimono invece la composta decadenza del tempo. La realtà che - senza sfumature negative o positive - virtualmente offre possibilità infinite di interagire e svilupparsi. Malevic intendeva arrivare allo zero delle forme per rifondare l'arte e il fare artistico, gli “Architectona” cui in parte mi sono ispirato ed hanno ispirato artisti ed architetti contemporanei come Zaha Hadid, esprimono la visione di un mondo nuovo con cui ri-partire per una nuova vita. Straordinariamente le sculture-architetture Malevic hanno un struttura interna di organizzazione che ricorda le strutture naturali di crescita, che la scienza e la matematica moderna chiama frattali. Questi insieme alla teoria del Caos sono una chiave per descrivere il mondo naturale che sfugge per sua definizione ad ogni tentativo di riduzione. I frattali sono la descrizione in chiave geometrico-matematica dell'irregolare, di ciò che frammentato, che sfugge alla regolarità, all'ordine.

    Il disordine che diventa ordine.

     Sia chiaro che è anche questo un modello riduzionista che sebbene sia molto esteso, è sempre una riduzione. Questo è un punto cruciale che dobbiamo tenere in considerazione: L'ecologia è o non è un modello riduzionista del reale? Mi sono posto queste domande mentre preparavo la tesi e producevo l'opera. L'ecologia che si presenta come disciplina “olistica” in realtà come dice Nicola Russo in “ecologia e filosofia” è anch'essa un modello scientifico, e come tutti i modelli tende a “ridurre” il reale in qualcosa di rappresentabile. Quindi era mia intenzione incentrare l'opera su questa problematica e sull'urgenza di un cambiamento della società e dell'essere umano in un contesto di crisi ambientale e ideologica.

    La possibilità di mandare dei messaggi tramite l'opera su Twitter, ne fa anche un opera di arte “generativa”. Un testo ed un immagine presa dallo schermo vengono inviate una volta che si preme il pulsante blu. Il testo che riguarda tematiche sulla crisi ambientale, l'ecologia e il fare arte ed essere artisti viene assemblato in un modo pseudo-casuale prima di essere inviato al server di Twitter. In questo modo si creano delle connessioni e nuove associazioni nel testo come in un processo di creazione letteraria surrealista. Il fruitore può muovere le parti mobili della scultura, dove sono posti alcuni “markers”, cioè dei disegni geometrici che sono utilizzati nella “realtà aumentata” per la loro efficienza ad essere riconosciuti. Il muovere queste parti crea delle modifiche nello schermo posto in un box chiuso con un foro, da cui il visitatore può osservare cosa sta succedendo. Possono comparire a seconda del marker individuato dal software, una “mesh” 3d, del testo o degli effetti particellari.

    “Ecotopia of art” non è un punto d'arrivo ma bensì un opera che apre nuove possibilità di ulteriori sviluppi nell'ambito dell'interattività, la realtà aumentata, e la scultura stessa.



    “Ecotopia of art” è stato il mio lavoro finale per la tesi del biennio specialistico in scultura all'Accademia di Belle Arti di Bologna.

    Dimensioni: 150x45x175 cm.

    Materiali: Legno, pittura acrilica, carta stampata, polistirolo, resina acrilica, fibra di vetro, vaselina filante.

    Hardware: Odroid U3, RaspberryPi, stereo speakers, router wifi.

    Software: OpenFrameworks, Supercollider, Ubuntu O.S. 13.10 (per Odroid U3), wheezy raspbyan per RaspberryPi

    Per ulteriori info visitate questa pagina: http://www.kalwaltart.it/home/it/blog/articles/item/7-ecotopiaofart

     

    Ecotopia of art from Walter Perdan on Vimeo.

    video about "Ecotopia of art" interactive, kinetic, sculpture with augmented reality.
    go here for a description: http://www.kalwaltart.it/home/en/artworks/new-media/interactivity/ecotopiaofart

     

  • Titolo:Il castigo

    Dimensioni: 20 x 80 x 10 cm

    Tecnica: legno compensato, colori acrilici, crayons, markers, spago.

     

  •  

    Titolo: L'ombra

     

    misure: 167 x 100 x 187 cm

    Anno: 2017

    Tecnica: legno, acrilico, collage, sisal ed altri materiali

     

     

    Descrizione: 

     

    L'opera vuole essere un omaggio al romanzo "La fine del mondo - il paese delle meraviglie" di Haruki Murakami. Su ogni lato della struttura in legno c'è una frase tratta dal romanzo:

     

    "Il cuore è come il vento."

    "Il pensiero divide indefinitamente il tempo."

    "Qui giace la mia ombra."

    "Il pensiero in un secondo può vedere tutto."

     

    La frase "Qui giace la mia ombra." è di mia invenzione. 

    Ho voluto con questa installazione giocare con alcuni temi/aspetti del romanzo. Innanzitutto la relazione  che c'è nel romanzo tra l'ombra del protagonista ed il cuore. Ho pensato quindi di immedesimarmi nel personaggio e affermare che "qui giace la mia ombra", ben sapendo della ambiguità di questa affermazione ( qui dove? l'ombra di chi? della scultura, dell'artista o del personaggio?) In questa aura di mistero, di indeterminazione e di sospensione si situa la mia opera. 

    La scultura sospesa e quella appoggiata a terra vogliono rappresentare alcuni aspetti che sono peculiari del romanzo:

    L'attenzione per il rumore che può essere rappresentato graficamente con delle onde, la relazione tra "cuore" ed "ombra" ed infine il lago come sede fluida della libertà e conclusione finale del romanzo...

     

     

    Per altre informazioni visita la mia pagina Artmajeur.

  • Poetry, of the little things, nowhere” (trad.it. poesia delle piccole cose in nessun luogo) è una piccola installazione interattiva.

    La poesia , l'arte può manifestarsi in qualsiasi forma. Può essere sfuggente,quasi impalpabile, eterea e pesante come una poesia in pochi versi. Dovremmo chiudere gli occhi dell'abitudine e aprire quelli dello sguardo laterale , incompleto, ma forse più veritiero. Una scultura che cosa può essere? Nasce sempre come un “nuvola”, nella mente dell'artista. Una virtualità di promesse, che può prendere numerose vie. Ha una fugace apparizione in questo mondo, ma dal momento che appare può cambiarlo radicalmente. Anche se flebile e delicato, è destinato a sconvolgerlo. Pensate alla scultura come ad una piccola lucciola che rischiara poco a poco le vostre paure, dona per un brevissimo tempo ( rispetto all'infinito dell'Universo!) un lampo di genio. Vorrei pensare alla scultura come a qualcosa sia materiale che immateriale, che può vivere solo con il contributo del fruitore-spettatore attivo. Attento a manipolare l'oggetto, ma anche con una sensibilità tesa a cogliere la delicata poesia di questo atto. L'arte non può esistere senza l'artista e nemmeno senza uno spettatore. “Poetry, of the little things, nowhere”si inserisce in questo spazio, zona di confine, limite probabilmente tra arte e non arte. É un gioco pericoloso , un scherzo da clown si potrebbe dire tra il serio ed il faceto. Ma è il rischio che corrono tutti gli artisti , gli esploratori ed i ricercatori. Non vi offendete per così poco!

    È l'evoluzione del percorso iniziato presso la residenza d'artista allo Studio Orta conclusasi con la mostra reve d'artistes in cui ho presentato alcune piccole opere interattive. La sostanziale differenza è che in quest'opera volevo che la tecnologia fosse più discreta meno invasiva. Per questo motivo ho optato per un micro-dispositivo hardware.

     

     

    Descrizione tecnica: una parte mobile può essere afferrata dal fruitore-spettatore e venir posta davanti alla altra parte dell'installazione, vicino alla webcam. Le immagini catturate vengono elaborate da un piccolo computer grande quanto una carta di credito. Grazie ad un software di Realtà Aumentata, la dove c'è un determinato disegno geometrico bianco e nero(detto Marker), viene sovrapposto sul piccolo schermo una forma tridimensionale virtuale prolungamento della scultura fisica e materiale. Per sviluppare questo software ho usato un progetto open source: OpenFrameworks openframworks.cc su una scheda raspberrypi https://www.raspberrypi.org

    quest'opera parecipa al Celeste Prize 2013. http://www.premioceleste.it/opera/ido:214568/

    Trieste, 2013

    Materiali vari, legno, colore acrilico, stampa su carta, raspberrypi(micro-computer), webcam, display lcd 2,5".

     

     

  • L'opera che segna il mio percorso artistico è sicuramente Quadrato nero. Presentata alla mostra Iconoclastie alla Basilica di S.Stefano di Bologna nel 2009. Ancora una volta ho voluto trattare il tema dell'ascensione nell'arte contemporanea. Il luogo era sicuramente il più adatto. Santo Stefano sede di una delle più antiche chiese, non solo di Bologna ma di tutta Italia e d'Europa per certi versi, offre sicuramente di per sé spunto per questa riflessione.

    Era mia intenzione fare un omaggio a Malevic, artista che ammiro molto e che ho studiato attentamente. Nella mia tesi “L'ascensione nell'arte contemporanea. Tre artisti a confronto: Matthew Barney, Amish Fulton e Anish Kapoor.” cerco di dimostrare l'importanza dell'ascensione nel contemporaneo e nell'utimo capitolo di essa ho cercato di dare una sintesi del mio lavoro e ricerca nell'ambito dell'ascensione. Ci sono diversi elementi che confluiscono In Quadrato nero. Una riflessione sul concetto di ascensione da un punto di vista antropologico, una riflessione sull'ascensione come concetto carico di significati plurimi, l'idea di relatività delle forme geometriche dovuta alla concezione di geometrie non euclidee, il quadrato nero simbolo dell'infinito nell'alchimia, e un movimento a-logico zaum.

    Ho eseguito la performance durante la serata dell'inaugurazione della mostra, il video e le immagini che presento in questa pagina non si riferiscono alla stessa ma sono successive.

    Bologna, Basilica di S:Stefano

    Materiali vari. legno resina poliestere, legno, acciaio,  video, performance.

    Dimensioni: 4,20mt x 3.20mt x 2,20mt

     

    Quadrato nero from Walter Perdan on Vimeo.

     

  • Respiro cosmico: 2011, marmo di carrara. Dimensioni: 55x30x30 cm.

  • Sculture realizzate in bronzo secondo la tecnica della cera persa, con realizzazione di forma in loto in coccio-pesto e gesso, e successiva fusione e colata del bronzo.

  • Titolo: Sinfonia di primavera

    Dimensioni: 25x18x17 cm

    Tecnica: compensato, colori acrilici.

  • Sublimazione: 2012, legno di larice, acquerello, cera. Dimensioni 105x27x16 cm circa.

     

  • Titolo: Trapasso

    Dimensioni: 25x75x30 cm

    Tecnica: Legno, gommalacca, pigmenti, cera.

    Anno: 2017

     

  • Vortice lobacevskjano: 2008, marmo di carrara. Dimensioni 60x35x35 cm circa.

     

  • Vuoto iconoclasta: 2007, marmo di Carrara. Mostra “Arte senza frontiere, l'anima del mondo nella

    scultura” presso il L.I.A. Rovereto(TN). Dimensioni 30x35x35 cm circa.

     

 

Social links